LA NOTTE DI OGNISSANTI

 

 

 

Presso le popolazioni Celtiche, quindi dalla Francia alla Scozia, passando per il Galles e l’Inghilterra, era tradizione importantissima celebrare la “Notte delle Ombre“, anche conosciuta come la Notte Nera.

 

Questi popoli tribali, altamente organizzati e con un concetto di sapere molto ben definito, onoravano il passaggio dalla stagione autunnale all ‘inverno vero e proprio, e collocavano questa data nella notte del 31 ottobre.

 

Il nome della festività era Samhain, come il loro Principe delle Tenebre.

 

Nel giorni che non apparteneva all’ anno vecchio ma nemmeno quello nuovo , i confini dei due mondi collimavano e la leggenda diceva che i morti potevano tornare per qualche ora nel mondo dei vivi.

E non sempre con pacifiche intenzioni!

 

Allora per tenerli lontani dalle proprie case si usava porre biscotti sulle finestre, illuminati da zucche intagliate che contenevano una candela.

Lo spirito gradiva l ‘omaggio e non entrava, fermandosi a mangiare alla luce del fuoco.

 

Per lo stesso motivo (spiriti malvagi in giro sulla Terra) nacque l’usanza del travestimento.

Poichè, purtroppo, nella notte di samhain avvenivano sacrifici animali, per le tre notti successive gli uomin si “travestivano” con le pelli degli animali uccisi per non essere presi dagli spiriti che avevano bisogno di essere esorcizzati!

 

Le leggende raccontano anche che in questa notte magica la natura interagiva con gli esseri umani e , per fare un esempio, gli animali acquistavano voci comprensibili;

origliando quindi alle porte delle stalle i contadini avrebbero potuto ascoltare i discorsi dei cavalli e delle capre e degli altri animali.

Ma non lo facevano nel timore di sentire cose che li avrebbero fatti impazzire dalla paura!

Ed è uso la notte di Ognissanti tenere le porte delle Chiese aperte.